Nov
28
2015
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Quixada 2015 – shattered dreams..

Quixada' 2015 from Silvio Zugarini on Vimeo.

E’ andata cosi.. nutrivo grandi illusioni e speranze per fare uno di quei grandi voli da 300 – 400 chilometri ma questa volta il deserto del Sertao ha avuto la meglio. Avevo scelto l’ultima settimana di Ottobre, sapendo che i venti e le condizioni sarebbero state più robuste di quattro anni fa quando, a fine Novembre nella mia prima volta volando nel Nord –Est del Brasile, feci due bei voli di 264 e 245 km. con condizioni molto belle per il volo ed avventura ed emozione a non finire. Questa volta però ho beccato una settimana di condizioni molto più forti, quasi estreme, violente; condizioni nelle quali in Europa nemmeno si aprirebbero le sacche dei parapendio. Base cumulo (dei pochi che c’erano durante la settimana) molto bassa, vento che a volte raggiungeva i 38-39 km /h e sventagliate termiche, dust devils e turbolenza a piene mani. Molta stabilità in un posto famoso per volare quasi sempre con nubi e instabilità. Arrivato Venerdì notte il Sabato fu il primo volo. Sono riuscito a fare 215km atterrando alle 14.00 con ancora 3 ore e mezza di volo davanti, con una media altissima (i 400km erano possibili) ma volando sempre molto basso (massima quota 1700 mt quando normalmente la base è a 2220-2500..). Nel volo non mi sono divertito (forte turbolenza e ventone, quasi tutto il volo speso a tenere aperta la vela.. ) e questo ha scatenato in me una specie di ansia, negatività, cattivi pensieri e paura di volare che purtroppo non sono riuscito a dominare nei giorni successivi. Quest’ansia e preoccupazione è stata anche purtroppo molto alimentata da dei problemi personali che mi porto dietro e che si sono manifestati di nuovo puntualmente proprio quando ero in Brasile. Dormivo pochissimo, mi svegliavo molto preso alle 4 (per andare in decollo alle 6) con un nodo allo stomaco e la mente bloccata da forti paure e preoccupazioni e senza riuscire a stare sereno. Il secondo volo fu il Lunedi e dopo due ore e mezza in cui ,, sono riuscito a fare 116k, e proprio quando era il momento di crederci, arrivato sull’altipiano di Monsignor Tabosa e con il vento molto forte che mi spingeva verso la montagna e i suoi potenziali e pericolosissimi rotori ho deciso di atterrare (andando all’indietro…). Il gruppo di piloti che era con me hanno continuato e sono riusciti tutti a passare i 320km (ero con il tandem che poi ha fatto il record del mondo).Ovviamente con uno stato d’animo così negativo, teso e preoccupato era difficile volare bene, trovare la motivazione e la concentrazione che un posto come Quixada’ richiede. Purtroppo o per fortuna quasi tutto del volo libero è mente e cervello e sentivo (sbagliando, ma non ci si poteva fare niente) che se avessi continuato a volare in queste condizioni, spingendo al massimo, prendendo rischi (come normale se si vogliono volare 300km) mi sarei fatto male o mi sarebbe capitato qualcosa di molto brutto. Non solo le condizioni molto toste ma anche il dover sorvolare vaste zone remote e disabitate senza comunicazione e con terreno ostile in cui atterrare comporta mettersi in situazioni difficili. Quindi ho deciso molto a mio malincuore visto il tempo e i soldi spesi in questa vacanza, di non volare più. Ogni giorno era una tortura vedere i propri amici ed altri piloti decollare per cercare di fare il grande volo o battere i propri record personali; mi preparavo però sentivo sempre dentro di me delle voci troppo forti che mi chiedevano di non decollare. Credo sia stato un errore scegliere l’ultima settimana di Ottobre (4 anni fa c’ero stato a metà Novembre e le condizioni erano ben altre; il Sertao è estremamente secco e arido dopo quasi 4 anni di siccità e le condizioni sono cambiate. Le condizioni sono infatti cominciate a migliorare proprio alla fine di Ottobre inizio Novembre con la giornata migliore il Venerdì 30 (molte nuvole e instabilità)
Punti positivi:
- Nei due voli da 215 e 116km sono andato molto forte con una media otre i 46km/h quindi nel pieno della tabella di marcia per fare comodamente i 300km, passare i 350km e arrivare a sfiorare o raggiungere i 400km. Anche nel primo volo ho gettato la spugna per non prendere un rischio essendo basso e con vento forte; quindi in teoria il grande volo era molto a portata di mano anche se le condizioni non aiutavano.
- Ho saputo riconoscere, con grandi sforzi, che se non ci sono con la testa, è meglio non insistere. Volare con queste condizioni non è per tutti ed è molto impegnativo; se la motivazione, la concentrazione e la voglia non sono al 100% c’è il rischio serio di farsi male o atterrare nel mezzo del niente, persi nella “robada” e dover passare la notte aspettando un aiuto o un recupero.
- Tutto fa esperienza e anche se è stata una dura lezione per me , devo saper trarne profitto.
- Rivedere ,molti amici, farne di nuovi e vivere comunque il Brasile la sua meravigliosa gente in una delle regioni più selvagge e affascinanti del mondo.
- Il sertao non si muove e l’anno prossimo sarà ancora la’ ad aspettarmi con una nuova sfida.
Punti negativi
- Scegliere il periodo in Ottobre invece che a Novembre
- Anche se la motivazione e la testa non c’erano; avevo ampie risorse, abilità ed esperienza per volare in qualsiasi tipo di condizione e forse ho lasciato che la negatività, l’ansia e il panico immotivato prendessero il sopravvento. In 13 anni di volo questa è la prima volta che mi succede e non dovevo farlo accadere, ma come ripeto non e’ un periodo sereno.
- Aver fallito senza averci realmente provato.
- Buttato via occasioni uniche nei due voli per fare i 300 o anche i 400km, buttato via tempo e soldi

Volare nel Sertao è un’esperienza unica. Il posto o lo ami o lo odi. Non ci sono vie di mezzo. Io sono innamorato di questo posto, della sua gente della sua natura e condizioni estreme, già ho la Saudade e certamente ritornerò; non posso dargliela vinta così. Grazie – Obrigado Eurismar Júnior pelo apoio e pelo fantastico resgate e grazie Davide Cardona per i consigli preziosi. Voleremo insieme irmao questo 400km la prossima volta.
It did not go well .. I had great illusions and hopes to make one of those great flights of 300km – 400 km but this time the desert of Sertao has prevailed. I had chosen the last week of October, knowing that the winds and the conditions would be more robust than four years ago when, at the end of November in my first time flying in the North-East of Brazil, I had made two beautiful flights of 264 and 245 km with very good conditions for flying, and with plenty of adventure and excitement. But this time during the last week in October, the conditions were much stronger, almost extreme, violent; conditions in which in Europe one would not even take the glider out. Cloud base (the few clouds that were there during the week) was very low, the wind at times gusting not only at take off but also during the flight and on the ground at 38-39 km / h and plenty of violent broken thermals, dust devils and turbulence. A lot of stability in place which is famous for its flying with clouds and instability. I arrived Friday night, and on Saturday it was my first flight. I managed to do 215km landing at 14.00 with another 3 and a half hour of flight ahead, with a very high speed average ( 400km were possible) but always flying very low (maximum altitude of 1700 meters when the base is normally at 2220-2500 ..) I did not enjoyed this flight at all (strong wind and turbulence ) and this triggered in me a kind of anxiety, negativity, bad thoughts and fear of flying which unfortunately I was not able to dominate and subdue in the following days. This anxiety and concern was also very unfortunately fuelled by personal problems that I have been carrying around this year and they manifested again punctually just when I was in Brazil.
I slept very little, getting up at 4 o’clock (to go to the launch at 6 am ) with a knot in my stomach and my mind blocked by strong fears and concerns, and without being able to stay calm and worriless. The second flight was on Monday, and after two and a half hours in which I managed to fly 116k (!), and just when it was time to start believing in the possibility to fly 400km, I arrived on the plateau of Monsenor Tabosa and with the strong wind that pushed me toward the mountain and its potential and dangerous rotors, I decided to land (going backwards …). The group of pilots who were with me continued and managed to pass all the 320km mark (I was with the Tandem which then flew the world record) .Obviously with a mood so negative, tense and worried, it was difficult to fly well , find the motivation and concentration that a place like Quixada ‘demands. Unfortunately or fortunately, almost all of free flight is in the mind an and I felt (wrongly , but I could not do anything about it), that if I continued to fly in these conditions, pushing hard, taking risks (as normal if you want to fly 350km ) I would hurt myself or that something very bad would happen to me. Not only the conditions very tough but also having to fly over vast remote and uninhabited areas a without communication with hostile terrain where land, would mean you can be in a difficult situations. So I decided very reluctantly, given the time and money spent on this holiday, not to fly anymore. Every day was torture to see my friends and other pilots take off to try to make a long flight or beat their personal bests; I was getting ready to launch, however all of a sudden I started feeling within me loud voices asking me not to take off. I think it was a mistake to choose the last week of October (I was there 4 years in mid-November and the conditions were very different, a lot calmer and nicer ) ; the Sertao is extremely dry and arid after nearly four years of drought and the conditions changed. The conditions are in fact begin to improve at the very end of October, beginning of November with the best day I saw on Friday 30 (many clouds and instability)
Positive points:
- In the two flights of 215 and 116km I flew very fast with an average speed of 46km / h well within the average speed required to make 300km, go past 350km pass and reach 400km. In the first flight I threw in the towel for not taking a risk being low with high winds; so in theory the great flight was there for the taking although the conditions were not helping.
- I have been able to recognize, with great efforts, that if my head is not clear, it is better not to insist and push. Flying with these conditions is not for everyone and it is very challenging; if the motivation, concentration and desire are not 100% there is a serious risk of injury or land in the middle of nowhere, lost in the “robada” and having to spend the night waiting for help or retrieval.
- This is an experience and although it was a hard lesson for me, I have to know how to profit from it.
- Seeing many old friends, making new ones and living the Brazilian way with its wonderful people in one of the wildest and most fascinating regions in the world.
- The sertao will not move and next year it will still be there waiting for me with a new challenge.
Negative points
- Choosing the flying week period in October instead of November
- Even if the motivation and the head were not there; I had ample resources, skills and experience to fly in any kind of conditions, and maybe I let that the negativity, anxiety and unnecessary panic, got the upper hand. In 13 years of flying this is the first time that happens to me and I should not have let it, but as I say it is not a serene period for me.
- Having failed without having really tried.
- Thrown away a unique opportunity in the two flights to make 300 or even 400 km, and wasting time and money.

Flying in the Sertao is a unique experience. This place you either love it or hate it. There is nothing in between. I’m in love with this place, its people, its wild nature and extreme conditions, I already have the Saudade and will certainly return; I will not give in.

No me fue bien .. tenía grandes ilusiones y esperanzas de hacer unos de esos grandes vuelos de 300 – 400 km, pero esta vez el desierto del Sertao me gano’. Había elegido la última semana de Octubre, sabiendo de que los vientos y las condiciones serían más fuertes que hace cuatro años como cuando, a finales de Noviembre en la primera vez que volaba en el noreste de Brasil, había hecho dos bonitos vuelos de 264 y 245 km con muy buenas condiciones para volar, y con mucha aventura y emoción. Pero esta vez durante la última semana de Octubre, las condiciones fueron mucho más fuerte, casi extremas, violentas; condiciones en la cuales en Europa ni siquiera sacariamos el parapente de la mochila. La base de las nubes (las pocas nubes que estuvieron allí durante esa semana) era muy baja, el viento muy fuerte, no sólo en el despegue sino también durante el vuelo y a en el suelo alcanzando a veces los 38 – 39 km/h; todo esto con muchas térmicas rotas y violentas, remolinos y turbulencias. Mucha estabilidad en un lugar que es famoso por su vuelo con nubes y inestabilidad. Llegué la noche del viernes, y el sábado fue mi primer vuelo. Conseguí hacer 215 kilómetros y aterrizar a las 14:00 con 3 horas y media aun por delante de vuelo, con una velocidad media muy elevada (los 400 kilómetros eran posible), pero siempre volando muy bajo (altura máxima de 1700 metros cuando la base esta normalmente a 2220-2500 ..).No disfrute’ casi nada de este vuelo debido al fuerte viento y turbulencia y esto provocó en mí una especie de ansiedad, negatividad, malos pensamientos y miedo a volar que por desgracia yo no conseguí dominar en los días siguientes. Esta ansiedad y preocupación era también alimentada por problemas personales que llevo arrastrando este año y que de nuevo se manifestaron puntualmente cuando estaba en Brasil.
Dormía muy poco, me levantaba a las 4:00 (para ir al despegue a las 6 de la mañana) con un nudo en mi estómago y mi mente bloqueada por miedos y preocupaciones, y sin ser capaz de mantener la calma. El segundo vuelo fue el lunes, y después de dos horas y media en la que logre’ volar 116k (!), y justo cuando llegaba el momento de empezar a creer en la posibilidad de volar 400 kilómetros, llegue en la meseta de Monseñor Tabosa bajo y con el fuerte viento que me empujaba hacia la montaña y sus potenciale y peligrosos rotores , decidí ir a aterrizar (yendo hacia atrás …). El grupo de pilotos que estaban conmigo continuaron y volaron todos más 320 kilómetros (yo estaba volando juntos con el tándem que luego voló el récord mundial) .Obviamente con un estado de ánimo tan negativo, tenso y preocupado, era difícil volar bien, encontrar la motivación y la concentración necesaria en un lugar como Quixada . Por desgracia o por suerte, casi todo en el vuelo libre esta en la mente y sentía (tontería , pero no podía hacer nada al respecto), que si continuaba a volar en estas condiciones, apretando duro, tomando riesgos ( que es lo más normal si quiere volar 350 kilómetros) me hubiera hecho daño o que algo muy malo me iba a pasar. No sólo las condiciones muy difíciles, pero también tenía que volar sobre vastas zonas remotas y deshabitadas sin comunicación con terreno hostil donde aterrizar lo cual significa que te puedes encontrar en una situación difícil. Así que decidí muy a mi pesar, dado el tiempo y el dinero gastado en estas vacaciones, de no volar más. Cada día era una tortura ver a mis amigos y otros pilotos despegando para tratar de hacer un vuelo largo o batir sus marcas personales; cada día estaba preparado para salir , cuando empezaba a sentir dentro de mí una voz que me pedía de no despegar. Creo que fue un error elegir la última semana de octubre (yo estuve allí hace 4 años a mediados de noviembre y las condiciones eran muy diferentes, mucho más tranquila ; el Sertao está extremadamente seco y árido después de casi cuatro años de sequía y las condiciones cambiaron. Las condiciones , de hecho, comenzaron a mejorar a final de octubre, principios de noviembre con el mejor día que vi que fue el viernes 30 Octubre (muchas nubes y la inestabilidad)
Puntos positivos:
- En los dos vuelos de 215 y 116 kilómetros volé muy rápido con una velocidad media de 46 kmh bien dentro de la velocidad media requerida para hacer 300 kilómetros, ir más allá de 350 kilómetros y llegar a 400 kilómetros. En el primer vuelo tiré la toalla por no tomar el riesgo de enroscar la térmica bajo con viento fuerte y no tener asegurad un aterrizaje ; así que en teoría el gran vuelo estaba allí al alcance aunque las condiciones no estaban ayudando.
- He sido capaz de reconocer, con grandes esfuerzos, que si mi cabeza no está limpia , es mejor no insistir y apretar . Volar con estas condiciones no es para todos los pilotos y es muy difícil; si la motivación, la concentración y el deseo no están al 100% hay un grave riesgo de hacerse daño o aterrizar en el medio de la nada, perdido en la “robada” y tener que pasar la noche en espera de ayuda o de la recogida – Esta será’ siempre una experiencia y aunque fue una dura lección para mí, tengo que intentar sacar provecho de ella.
- Pude ver a muchos viejos amigos, hacer nuevos y vivir el Brasil con su gente maravillosa en una de las regiones más salvajes y más fascinantes del mundo.
- El sertao no se moverá y el próximo año todavía estará allí esperándome con un nuevo reto.
Puntos negativos
- La elección del período de la semana para volar en octubre en lugar de noviembre
- Incluso si la motivación y la cabeza no estaban allí; tenia amplios recursos, habilidades y la experiencia de volar en cualquier tipo de condiciones, y tal vez dejé que la negatividad, la ansiedad y el pánico innecesario, ganasen. En 13 años de vuelo esta es la primera vez que me pasa a y yo no debería haber dejado que pasara pero como ya he dicho, no es un período tranquilo para mí.
- Haber fracasado sin haberlo realmente intentado
- Haber tirado una oportunidad única en los dos vuelos de hacer 300 o incluso 400 kilómetros, y perder tiempo y dinero.
Volar en el Sertao es una experiencia única. Este lugar o te encanta o lo odias. No hay nada en el medio. Estoy enamorado de este lugar, de su gente, su naturaleza salvaje y condiciones extremas, ya tengo la Saudade y seguro de que volveré para intentarlo otra vez.

Written by Silvio Zugarini in: General |

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